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IL MICROBIOTA INTESTINALE E LA SALUTE

Il ruolo del microbiota intestinale sul sovrappeso e sull'obesità infantile

IL MICROBIOTA INTESTINALE E LA SALUTE

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Il microbiota intestinale e la salute rappresentano un binomio indissolubile per un benessere duraturo. Il microbiota intestinale, comunemente noto come flora intestinale, è l’insieme di microorganismi che si trovano nel tubo digerente dell’uomo e che convivono in esso senza danneggiarlo. Si tratta di una mutua collaborazione tra differenti tipologie di organismi che apporta un vantaggio ad entrambe le specie.  

Questa rete incredibilmente complessa di microbi gioca un ruolo cruciale nella:

  • digestione
  • metabolismo
  • produzione di alcune vitamine (vitamina K, acido folico e vitamine del gruppo B)
  • regolazione della motilità intestinale
  • risposta immunitaria

Inoltre, il microbiota, possiede enzimi specifici per scindere i carboidrati, altrimenti non disponibili per l’uomo.

Esso è in grado, inoltre, di influenzare le funzioni endocrine e il sistema nervoso centrale.

Numerosi lavori scientifici sostengono che:

Un microbiota con una composizione diversificata ed equilibrata è fondamentale per il benessere umano.

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Ma quando si forma il microbiota intestinale?

Tutto comincia a partire dall’utero materno. Qui il feto fino a questo momento sterile, sarà  soggetto, alla colonizzazione da parte dei microbi della madre durante la nascita, attraverso il passaggio dal canale del parto.

Nei bambini nati con parto naturale le più importanti fonti di contaminazione microbica sono di tipo vaginale e fecale materni. Le comunità microbiche dominanti sono Lactobacillus, Bifidobacterium, Prevotella, o Sneathia.

Nei bambini nati con parto cesareo,  i primi batteri incontrati dal neonato sono quelli della pelleeda21787ca5e4b60aa660026bae234fe e dell’ambiente ospedaliero. Questo microbiota risulta dominato da specie appartenenti ai generi Corynebacterium, Staphylococcus e Propionibacterium.

In questo caso la conta batterica intestinale è più bassa e si evidenzia una minore diversità  nelle prime settimane di vita rispetto ai bambini nati con parto naturale.

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A condizionare ulteriormente questo microbiota intestinale appena formato è l’allattamento al seno. Esso espone il bambino al contatto con specie batteriche presenti nel capezzolo della madre.

Nel primo anno di vita pertanto, la composizione del microbiota intestinale si arricchisce di nuovi elementi grazie all’interazione con l’ambiente esterno. Inoltre, nonostante si mantenga alquanto elementare, è in grado di variare da un individuo all’altro. Nelle fasi successive, cioè a partire dal secondo anno di vita, il microbiota intestinale del bambino somiglia sempre di più a quello di un giovane adulto e comincia a stabilizzarsi.

Questa colonizzazione che avviene nei primi anni di vita si ripercuote sulla composizione del microbiota in età adulta.

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Una volta formato, che cosa condiziona la composizione del microbiota intestinale?

Se da un lato, l’origine e la colonizzazione batterica del microbiota intestinale,  ha luogo al momento della nascita e viene via via condizionata da diversi fattori come la modalità  di parto (naturale o cesareo), il tipo di allattamento (artificiale o naturale), lo svezzamento e il consumo di antibiotici entro i primi 3 anni di vita, dall’ altro lato, il mantenimento della sua integrità  e diversità è proprio condizionata dall’alimentazione e dallo stile di vita successivo.

La dieta rappresenta il fattore ambientale che riveste un impatto maggiore sulla composizione del microbiota intestinale. Pertanto una corretta alimentazione, è in grado di favorire un corretto equilibrio tra specie batteriche che compongono il microbiota intestinale (eubiosi)

Che cosa succede se questo equilibrio non viene mantenuto?

Se l’equilibrio tra specie batteriche che compongono il microbiota intestinale viene alterato, si instaura un fenomeno chiamato: disbiosi. Si tratta, cioè, di una modificazione dell’equilibrio microbico del tratto gastrointestinale, con una prevalenza di specie batteriche dannose e associata a una vasta gamma di disturbi, come: diarrea, sindrome del colon irritabile (IBS) o malattia infiammatoria dell’intestino (IBD), tumore del colon-retto e anche alcune patologie epatiche e allergie, nonché malattie collegate all’alimentazione come obesità , diabete di tipo 2 o celiachia. Tali alterazioni  hanno effetti anche sul sistema nervoso centrale, infatti, è ormai noto che, intestino e cervello siano connessi da una moltitudine di pathway di comunicazione utilizzati da trasmettitori e metaboliti batterici.

Oltre all’alimentazione come si può ristabilizzare questo importante equilibrio?

Se la disbiosi è causata da un agente patogeno, innanzitutto è importante l’eradicazione dello stesso.

Nelle forme croniche è importante:

  • ridurre zuccheri e farine raffinate
  • evitare l’eccesso di prodotti lievitati o ricchi di glutine
  • ridurre i latticini
  • utilizzare probiotici e prebiotici

I Prebiotici e probiotici cosa sono?

I prebiotici, sono sostanze, come le fibre, presenti nel cibo, che non vengono assorbite dall’intestino umano ma vengono direttamente utilizzate dal microbiota intestinale, potenziandone l’attività e il numero.

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I principali composti ad azione prebiotica sono:

  • Galatto-oligosaccaridi (GOS) polisaccaridi formati da catene di monomeri di galattosio, non digeribili, derivati dal lattosio e contenuti nel latte umano. Essi stimolando la crescita di specifici batteri come i bifido-batteri
  • Derivati dell’inulina (FOS) fruttani a catena corta  che si differenziano in base al numero di monomeri di fruttosio, e che comprendono l’inulina e i suoi prodotti (oligofruttosi). Sono presenti in diverse specie vegetali (cipolle, asparagi, grano,  carciofi). Favoriscono la crescita di batteri benefici quali bifidobatteri e lattobacilli e la produzione di SCFAs (aminoacidi a catena corta, importanti nel ridurre il rischio di diabete 2, obesità, malattie cardiovascolari e infiammazione)

I probiotici sono organismi vivi, che se somministrati nelle giuste quantità, sono in grado di apportare un beneficio alla salute dell’uomo.

Nello specifico, si tratterebbe di lattobacilli, bifidobatteri, di alcuni lieviti e bacilli, tutti microorganismi non patogeni, presenti negli alimenti o aggiunti ad essi. I più noti sono i fermenti lattici, si trovano nello yogurt e nel kefir.

QL0I5DPNGXPer essere efficaci devono rispondere a specifiche caratteristiche:

  1. Devono appartenere a ceppi sicuri
  2. Devono arrivare vivi e vitale nel colon
  3. Devono essere sufficientemente numerosi.

Che ruolo ha il microbiota intestinale sul sovrappeso e sull’obesità infantile?

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Pertanto, la presenza di una comunità  batterica estremamente variegata,  che comprenda ceppi batterici protettivi in quantità  superiori rispetto a quelli potenzialmente dannosi consente il mantenimento di un buono stato di salute a tutte le età.

Ma se questa condizione, dovesse venire alterata, si instaura, una condizione chiamata disbiosi. Questo prezioso equilibrio tra specie batteriche buone e  dannose, cioè, viene a mancare, a favore di quelle specie batteriche dannose.

Recenti studi hanno dimostrato una forte correlazione tra disbiosi e patologie metaboliche croniche. Sembra infatti che il microbiota intestinale abbia un ruolo chiave nella modulazione dell’infiammazione, del bilancio energetico e dell’omeostasi del glucosio.

Risulterebbe che nei bambini sovrappeso o obesi, prevalga una certa tipologia di batteri: i Firmicutes e sia carente quella dei Bacteroides. Inoltre si evidenzia la mancanza di una adeguata biodiversità batterica. L’aumento della specie batterica Firmicutes, infatti,  determina a sua volta, un incremento delle LPL (lipoprotein-lipasi) circolanti. Si tratta di un enzima che favorisce l’accumulo dei trigliceridi nel tessuto adiposo. Allo stesso tempo, i firmicutes,  inibiscono l’espressione di FIAF (Fattore Adiposo Ad Induzione Veloce) che normalmente blocca l’azione delle LPL.

Per questo motivo: una disbiosi con prevalenza di Firmicutes determina un aumento delle LPL e una riduzione delle FIAF. Il risultato è un aumento del grasso corporeo.

Pertanto alla base di un corretto dimagrimento ci deve essere non solo un corretto stile di vita ma anche un miglioramento della disbiosi intestinale. Questa condizione deve essere raggiunta con un cambiamento delle abitudini alimentari insieme ad un’integrazione di pre e probiotici.

 

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Arianna Corbu

Mi occupo di prevenzione ed educazione alla salute, di sovrappeso e obesità a tutte le età: bambini, adolescenti, adulti sani o con patologie accertate dal medico curante.
Svolgo la mia attività a Bologna, Castelfranco Emilia e San Giovanni in Persiceto.

I miei recapiti

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